Complessi

1
Residenziale/Commerciale/Direzionale - La Prua
San Giuliano di Rimini
2
Piazza/Sala polivalente/Campo sportivo - Nuovo Centro
Scacciano di Misano Adriatico
3
Recupero Anfiteatro/Commerciale/Direzionale/
Residenziale/Giardini - Porta nuova a mare
Area Mercato coperto e Piazza Castelfidardo di Rimini
4
Residenziale/Commerciale/Direzionale - Ex Consorzio Agrario
Vecchia Circonvallazione di Rimini
5
Concorso per la Progettazione di un Centro Culturale comprendente la nuova Biblioteca Civica Centrale e una Sala Teatrale - Torino
6
Concorso sede Gas
Rimini

 

1
Residenziale/Commerciale/Direzionale - La Prua
San Giuliano di Rimini


Progetto Urbanistico e Architettonico

Arch. Marino Bonizzato (capogruppo)
Archh. Carlo Gandolfi - Pier Vittorio Morri - Pietro Pezzi
Direzione e Coordinamento Lavori
Arch. Marino Bonizzato
Progetto Impianti

Studio TI Ingg. Roberto Ricci - Claudio Muscioni
Progetto del Verde
Dott. Mario Sala
Progetto Strutture
Ingg. Andrea Perazzini - Roberto Trusso
Ingg. Milko Fregnan - Fabio Lombardini
Committente
San Giuliano SpA

marino bonizzato la prua rimini


Relazione non tecnica del Progetto

Le prue qui a corte onoran la madre
che in onde di verde riposa il suo legno.
Per Pan che ora giace, grave lo sgomento.
Allora Dionìso rivolta ragione
e ricca Natura ri-splende suo lume.
Il varco che s'apre è liberazione
se a fianco salita la burla è compagna.
Accorron le glorie d'un mondo passato
presenti al risorto torrente dorato
che scorre nel mare un inno alla gioia
eterna saggezza che anima il genio
e guida al futuro Giasone nel mondo
che ama Afrodite ... Or brilla la luce
su rotte che stella rotante riapre
tra miseri scogli, sia a dritta che a manca ...
con sogni-speranze di uomini svegli
che arguti giganti in gioco coinvolge
con ogni elemento, o belle stagioni
- che mobili al vento si fanno natura -
più ... numeri e tinte il caso ci renda.
La chiglia risolca la terra nel cielo
...
Pronti? ... Via!

marino bonizzato la prua rimini


Sintesi del percorso - manifesto

a fronte della crisi globale in atto
recuperata la bussola dei valori della natura
propri anche all'uomo
perseguiamo una città migliore
selezionando
una classe dirigente
memore delle glorie passate
ispirata dal genius loci
e amante d’ogni bellezza
che
con ironia determinazione e gioia di vivere
evitando destre e sinistre erranti
sia capace
con politica equilibrata
di mettere in campo
nuovi modi di governare
e sollecitare
ogni disponibile energia, risorsa e solidarietà
utile per liberarci
dal sistema artificiale che opprime
e rendere la vita
individuale e collettiva
il più possibile felice


Premessa

È bello fare architettura in armonia creativa con il genio del luogo e in modo attento ai segni dei luoghi vicini …
I cittadini, grazie al loro inconscio, ma sempre vigile sesto senso civico, avvertono il figlio generato da questa aperta amorosa relazione, non come corpo estraneo da rigettare con fastidio, ma come nuovo amico da frequentare con piacere … Così, a San Giuliano a mare, nei pressi della primogenita Darsena, in un contesto di aree artigianali e residenziali, nasce LaPrua … Diremo di quest'opera, raccontandovi anche delle tante sostanze che l'architetto mette nel crogiuolo della progettazione. Storie personali, storie passate o attuali e visioni di un prossimo futuro, qui riguardanti Rimini, forse estendibili a tutto il nostro martoriato mondo. Questo percorso tra i simboli e le architetture de La Prua vorrebbe infatti essere anche una specie di manifesto per l'apertura di una stagione di vera Politica tesa a una Città migliore … che mi piace definire “soprana” in omaggio ai valori del bello, del puro e del giusto, ovvero alla “sopranità” che da sempre anima la Natura e, in particolare, l'essere umano. Un vello d'oro per la cui conquista occorrerà recuperare appieno, sia a livello individuale che collettivo, detta facoltà innata, offuscata dal sottano sistema corrente, e solcare nuovamente, sapendo in quale direzione muovere, il nostro mare … Va forse anche premesso come l'architetto in questa opera, oltre a recuperare l'antico diletto accordo tra architettura e scultura, abbia cercato, con un articolato gioco di pieni, vuoti e trame strutturali, un plasticismo che rendesse al bianco dominante, complici le mutevoli luci naturali o artificiali, una ricca gamma di effetti cromatici. L'architettura s'avvale poi in questo caso di alcune invenzioni per soddisfare e integrare nelle sue forme molte esigenze normative, impiantistiche e funzionali. In primis quella delle colonne esterne per scarichi ed esalazioni che, oltre e rendere le superfici interne completamente libere da attraversamenti di condutture tecniche e consentire così la massima libertà compositiva degli spazi, caratterizzano fortemente le facciate, radicandole poi a terra tramite un gioco di rimandi con le pavimentazioni e i lampioni delle piazze.
Infine, nel rispetto del principio che la qualità e la forza di un'architettura non dipendono tanto dalla ricchezza dei materiali, quanto dalle idee che stanno alla base del progetto e dalla capacità di quest'ultimo di tradurle in belle forme e amabili spazi, anche qui si è ricercato, nel rispetto delle migliori garanzie prestazionali, l'uso di materiali semplici, relativamente costosi.

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1

Le prue qui a corte onoran la madre
che in onde di verde riposa il suo legno …


Gli edifici sorti a ridosso del mare e dei cantieri navali articolano nei modi più vari il motivo della prua. Paiono bastimenti pronti a salpare verso nuovi lidi. Tra loro spicca la poppa in costruzione della nuova “mamma rosa” che tra le verdi dune del parco, con chiglia e prua semisommerse nell’acqua, ricorda la sua antenata.

Gli edifici sorti a ridosso del mare e dei cantieri navali articolano nei modi più vari il motivo della prua (5/6)… potrebbero rappresentare una flotta pronta a salpare verso nuovi lidi dove forse rinvenire anche nuove architetture, figure e segni. In particolare, i due maggiori “bastimenti” son disposti come quinte di una scena su cui irrompe con forza un particolare personaggio … la “madre” (7).
Narra una storia che l'ammiraglia della flotta peschereccia riminese - la “Mamma Rosa” che vidi con occhi di bambino, prima in costruzione, poi varare di lato nel porto canale (8) - dopo molto navigare, una notte, a seguito di improvvisa burrasca, si fosse arenata e poi disfatta nel luogo dove ora sorge il nuovo complesso. In effetti, durante gli scavi sono emerse grandi strutture in legno, ferri e reti che fanno pensare come tutto questo sia vero.
Comunque, prima ancora di questa scoperta, m’era parso giusto onorare la mitica “mamma” della marineria locale, progettando un fabbricato che la riproponesse come simbolo di una nuova Rimini, richiamando al contempo la sorte capitata alla sua antenata. Questo dunque il senso del fabbricato che ricorda, con le sue orditure in legno sorrette da solidi puntoni, una grande poppa in costruzione vicino all'acqua (9) e della chiglia con ordinate e ruota di prua (10) semisommerse nel laghetto del parco. Qui l'ondulata duna adriatica si geometrizza, tramuta in prato la sabbia e recupera nell'impianto verde le sue tipiche essenze.
Sulla “vetta” della duna principale, a memoria delle vicissitudini del luogo, una teca in cemento e cristallo (11) mostra i vari reperti del passato raccolti durante gli scavi: dalle pietre d'ossidiana, qui giunte forse via mare da Pantelleria, a cocci romani e rinascimentali, a pezzi della presunta Mamma Rosa, sino a oggetti di tempi recenti.

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2

per Pan che ora giace … grave lo sgomento
Allora Dionìso rivolta ragione
e ricca Natura ri-splende suo lume

Prologo al percorso/ manifesto.
Nel primo dei bassorilievi previsti agli ingressi delle due palazzine immerse nel parco … Pan “il tutto” tace, gravemente offeso dagli uomini.
Nel secondo bassorilievo ... Dionisio “dio folle dei contrari”, reagisce a questa situazione e attiva una forte ma pacifica ribellione alle regole artificiali dell'imperante città sottana.
Torna così a splendere festante la nostra vera natura.”


Portiamoci ora all'interno, dove le due palazzine progettate nel parco (12) cercano di mediare i volumi del nuovo complesso a mare con quelli dei piccoli fabbricati esistenti a monte.
Qui, sulle pareti antistanti gli ingressi fronte strada, sono previsti due bassorilievi che, nel loro insieme, dovrebbero rappresentare il prologo al nostro percorso/manifesto.
Nel primo pannello si parla di Pan, del dio greco dalle piccole corna nascenti, bambino rumoroso e sorridente, di Pan “il tutto” che con il suono del flauto regola l'armonia dell'universo naturale, rallegrando ogni singolo cuore … Oggi Pan tace, inascoltato e gravemente offeso dagli uomini.
Così, come nella leggenda, quando si sparse la voce che il dio era morente, in questa opera pare risuonare lo smisurato lamento di dolore degli animali, delle piante, delle rocce.
Ma, nel secondo pannello… Diòniso, il “dio folle dei contrari”, che domina la ragione e può precipitarla in basso, oscurando i valori positivi innati nell’uomo, o spingerla in alto, facendo brillare questa umana sopranità … sceglie la seconda opzione e attiva una forte, severa, pacifica ribellione alle regole artificiali dell'imperante città sottana… Così, Natura ritrova la massima esuberanza e torna a splendere appieno le proprie leggi eterne (13). Testimone di questa rinascita, il rigoglioso Parco che s’allunga verso il mare. (14)

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3

Il varco ch’or s’apre è liberazione …


Il varco tra muri di pietra, sulla linea congiungente vecchia e nuova Mamma Rosa, rappresenta la soglia che occorre superare per liberarci dall'attuale sottanità e attaccare la non breve salita verso la Città soprana

Il percorso ci porta di fronte a una soglia … all'inizio della salita che dall'attuale realtà sottana potrebbe condurci alla possibile futura Città soprana.
Il varco di pietra (15), collocato a cavallo di un rondò di scalini che interrompe la linea congiungente la nuova e la vecchia Mamma Rosa, è dunque opportunità aperta al passaggio da uno stato all'altro, simbolo di possibile liberazione.

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4

Se a fianco salita, la burla è compagna


A fianco della rampa che sale alla piazza sopraelevata sono previste sculture/monito che politici e architetti, per non cadere nel ridicolo, dovrebbero sempre tenere in considerazione, dato che trattano di autoreferenzialità, inconsistenza, chitc, esteriorità, vuoto, falso, effimero, impotenza …

A fianco della rampa che dal Parco porta alla Piazza rialzata alcune sculture non ancora realizzate dovrebbero ricordare al politico (ma la cosa riguarda un po' tutti, l'architetto in particolare) l'esigenza di tenere sempre vicine, come bilanciere capace di evitare rovinose cadute nel ridicolo, satira e autoironia. In particolare queste opere dovrebbero trattare temi quali :
(a) l'autoreferenzialità ... assegnando all’uroboro, il drago che si morde la coda (16), il compito di ammonire chi, nelle cose che fa, propone solo se stesso ;
(b) l'inconsistenza ... assegnando a una nuvola di polistirolo, destinata presto a dissolversi in tante inconsistenti palline (17), il compito di beffeggiare l'architettura/politica fatta di molte parole e poca sostanza ;
(c) il chitc ... assegnando a un oggetto tipo “colosseo in conchiglia” (18) il compito di irridere le ideuzze, che non fanno Città, ma ne costituiscono solo complemento d'arredo spesso di cattivo gusto ;
(d) l'esteriorità ... assegnando a un nudo manichino (19) il compito di stigmatizzare chi cova la pura esteriorità, vestendo non idee, ma forme senz'anima;
(e) il vuoto ... assegnando a un contenitore senza contenuti (20) il compito di canzonare la vacuità di certa sedicente architettura/politica ;
(f) il falso ... assegnando a un classicheggiante capitello in plastica (21) il compito di smontare le fisse di coloro che guardano solo al passato e preferiscono il fasullo al vero;
(g) l'effimero ... assegnando a un cartoccio di lamiere destinate presto ad arrugginire (22) il compito di riportare in sé chi punta solo alla moda, magari copiando qualche maestro provocatore ;
(h) l'impotenza ... assegnando a un moscio fittone di gomma (23) il compito di biasimare chi, incapace di fare all'amore con la Città o i luoghi, li violenta e deturpa.

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5

Accorron le glorie d'un mondo passato


A fine salita incontriamo la Gloriette (raggiungibile anche dal Ponte del Gabbiano, progettato per scavalcare il portocanale) dove sono previsti cinque medaglioni celebranti le glorie del nostro passato.

Al termine della salita, in posizione dominante il parco, il porto canale col suo faro e il mare, si trovano spezzoni di muro che ricordano la figura neoclassica della Gloriette (24), con aperture predisposte per accogliere medaglioni (dritto e verso) celebranti Glorie del nostro passato, qui chiamate a presiedere la rinascita della Città. Nei tondi ora vuoti potremmo così trovare, un giorno spero non lontano:
(a) il guerriero celta con lancia e scudo raffigurato sul dritto di una delle prime monete coniate a Rimini e la prua e il rostro di una nave (25) che si trova sul verso. Questa moneta bene simboleggia l’atavica riminese voglia di intraprendere che occorre assolutamente recuperare per vincere le prossime battaglie;
(b) la misteriosa stella a otto punte (26) - presente sul verso di una moneta di Cesare Augusto - che forse simboleggia il progetto ideale basato sulla pace universale che questo Imperatore romano propugnò e i riminesi appoggiarono innalzando una porta/arco sempre aperta all'incontro con il mondo esterno;
(c) i lapislazzuli e i rossi brillanti su fondo oro (27) tipici della scuola riminese del '300, che fu esperienza fondamentale per la storia della pittura e dell’Arte nel mondo occidentale;
(d) i preziosi marmi incastonati (28) sul fronte del tempio malatestiano voluto da Sigismondo Pandolfo Malatesta. Un protagonista non solo su campi di battaglia, ma anche per fondamentali conquiste in campo filosofico, culturale, politico, artistico, all'insegna sempre della bellezza;
(e) l'obiettivo (29) attraverso il quale Federico Fellini ha raccontato, in un “dialetto” compresibile in tutto il mondo, come la Città, se vera comunità di cittadini, costituisca un inalienabile valore assoluto comune.
La Gloriette potrà essere raggiunta a piedi o in bicicletta, anche dal Centro Marina di Rimini, qualora fosse realizzato il Ponte del Gabbiano. Infatti, questa infrastruttura girevole, caratterizzata da ali bianche e petto verde acqua, spiccato il volo in prossimità dell'antico Faro, attraversa leggero, da una palizzata all'altra, il porto canale (30).

6

Presenti al risorto torrente dorato


La risorgiva in prossimità della Gloriette raffigura la rinascita del genius loci di Rimini … Egli, finalmente riconosciuto e amato, sgorga irruente e felice in superficie, come inesauribile sorgente di vita, idee e progetti preziosi per il futuro

L'immortale sapiente genio della Città, sempre prodigo di suggerimenti per i cittadini che sanno chiedere e ascoltare, viene spesso, anche per lunghi tempi, ignorato, con gravissime ricadute sul corpo, la mente e la vita dei cittadini e della Città.
All'occhio inesperto, questo flusso vitale potrebbe apparire esaurito. Non è così. Egli, se pur offeso e dolente, esiste sempre, ma come un torrente carsico scorre sotterraneo. Se qualcuno però lo riscopre e libera, torna irruente e felice a fluire in superficie, come inesauribile sorgente di vita (31), portatore di idee e preziosi progetti per il futuro … vere pepite d'oro (32) .
Questa riemersione del genius loci di Rimini nella Città che si appresta ad intraprendere il rinnovamento è invocata e rappresentata dalla risorgiva che si trova in prossimità della Gloriette. Questa fonte alimenta con acqua copiosa, prima cascatelle e vasche ricolme di ciottoli dorati, poi il lago che riflette e moltiplica ogni cosa.(33)

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7

- che scorre nel mare un inno alla gioia -
eterna saggezza che anima il genio

Il torrente, come un inno alla gioia, rimbalza tra le pietre l’acqua e le pepite scaturite dalla fonte fino al lago, qui simbolo di una esistenza materiale che così si carica di valori geniali

Il torrente scorrendo dal piano più elevato, immateriale, a valle, rimbalza tra pietre i suoni gioiosi dell’acqua scaturita dalla fonte, riversando le sue pepite fino al lago (34), qui simbolo del mare oceano, ovvero di un'esistenza materiale che così s’arricchisce dei brillanti suggerimenti del genio.
Questa lieta espressione musicale è trascritta sulla parete che affianca le cascatelle e le vasche del torrente, assumendo alcune note di quell'Inno alla Gioia (35) di Beethoven, che l'Europa ha eletto a lode della fratellanza tra gli uomini … Volendo si potrebbero qui incidere anche le prime parole dell'esortazione di Schiller, magari così tradotte: “o amici, non più questo rumor di cocci rotti! lasciateci intonar belle armonie gioiose!”
Queste note in pietra vogliono dunque ricordare quanto, in ogni frangente del nostro percorso, sia importante la solidarietà e quella gioia di vivere - scintilla divina che, come il sole, cacciando il buio, accende, alimenta e riscalda il mondo.

8

E guida al futuro Giasone nel mondo
che ama Afrodite … Or brilla la luce

Il gruppo scultoreo di Giasone e Afrodite che dovrebbe dominare il lago, evoca il mito e l'eroe che, complice la bellezza, vorremmo soprintendessero alla rifondazione della Città e al superamento di ogni connessa difficoltà

Gli antichi, al momento della fondazione di Rimini, evocarono i miti e gli eroi che avrebbero dovuto soprintendere alla sua esistenza (Ercole, Diana, Silvano, Noè…)…
Ora, all'atto della rifondazione/rigenerazione della Città evochiamo miti adeguati ai nostri tempi ed eroi che per raggiungere il nostro obiettivo sappiano indicarci il modo di superare ogni connessa difficoltà … soprattutto come addormentare i Draghi che nel mondo d'oggi hanno assunto dimensione globale!
Evochiamo allora il mito del Vello d'oro (il mondo soprano), del Drago (il mondo sottano) che ne impedisce la conquista, della Nave Argo (la Città), degli Argonauti (i cittadini) e di Giasone (la classe dirigente) ... E celebriamo Afrodite (la bellezza) che vorremmo facesse sempre brillare Arte in ogni azione si compia.
Questo racconta il gruppo scultoreo (36), di cui per ora esiste solo il basamento emergente dal lago (37), a onore anche dell'imprenditore che, muovendosi coraggiosamente contro la corrente del semplice profitto, cerca il piacere personale che può rendere il donare bellezza agli altri …
Qui dunque un Giasone, con pelle di pantera (voglia di competere) sull'armatura aguzza e una Afrodite dalle forme morbide e flessuose, uniti in un rapporto/danza ardente, splendono luce e armonia!

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9

Su rotte che stella rotante riapre

Tra le quinte della gloriette, l'umbelicus urbis, sfera di pietra rotante sull'acqua con incisi valori, virtù, ideali e obiettivi comuni, rappresenta la stella polare (bussola / piano strategico) capace di orientare i cittadini verso la nuova Città

Ogni città dovrebbe individuare la propria stella polare, l'insieme cioè di valori,virtù, ideali e obiettivi capaci di orientare i cittadini su di una comune rotta, componendo, quindi, in una risultante potente, ogni disponibile forza pubblica e privata. Questa bussola, o sintetico piano strategico, a disposizione di chi vorrà elaborare il progetto particolare nel quadro dell'eutopico progetto generale, è rappresentata dalla grande sfera in pietra, collocata tra le quinte della gloriette, ruotante su di un cuscinetto d'acqua (38) e docile alla leggera pressione di una mano. Su questa sfera/umbelicus urbis, dunque, ritroveremo, in lettere incise, detti valori, virtù, ideali e obiettivi, oltre a spazi a disposizione dell'”altro” che i cittadini, per meglio definire il proprio mondo di appartenenza e futuro, vorranno nel tempo democraticamente deliberare e aggiungere.

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10

Tra miseri scogli, sia a dritta che a manca …

Le traballanti pietre cariate e rotte previste a destra e a sinistra del percorso, rappresentano la miseria della politica attuale … capace di insidiare i nostri eroi.

L'affermazione della Città soprana non sarà facile: si dovranno superare molti scogli, come quelli erranti che affrontò Giasone nel suo viaggio, le “Simplegadi”. Si diceva che queste isole si scontrassero continuamente tra loro, costituendo così un pericolo per i marinai che dovevano attraversare le loro acque. Vale a dire che i nostri Argonauti dovranno oggi stare attenti alle insidie dell'imperante miseria politica, ovvero agli scontri sempre più feroci e inutili, tra una destra e una sinistra decadenti che potrebbero essere rappresentate all'ingresso della rampa che porta alla nave Argo, da due sfere di pietra rotte e cariate, più che erranti, traballanti sui loro piedistalli . (39)

11

Con sogni-speranze di uomini svegli

L'installazione nel pozzo di luce lungo il percorso dice che mai, anche quando gli ostacoli dovessero diventare difficili da superare, dovrà venir meno nell’uomo la speranza per un futuro migliore.

Tra la Gloriette e la Piazza ovale, sulle pareti interne del pozzo aperto per dar luce ai piani sottostanti, l’installazione di intricate barre imprigionanti una figura umana, sta a significare che nessun ostacolo dovrà impedire a chi persegue la Città soprana di tener fissi gli occhi alla speranza di poter realizzare i propri sogni ... Qui rappresentati dal filo dorato che all'orizzonte congiunge cielo e mare (40).

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12

Che arguti giganti in gioco coinvolge

I Giganti che sorreggono il fabbricato simboleggiano gli Argonauti, ovvero quei cittadini cresciuti politicamente che saranno responsabili protagonisti nel gioco da svolgere per raggiungere la Città soprana … rappresentano altresì le Imprese che hanno realizzato La Prua.

I dieci Giganti (41) che reggono i pilastri dell'edificio di fronte alla Piazza dove s'erge la carena ribaltata della Nave Argo, simboleggiano gli Argonauti, ovvero cittadini cresciuti politicamente, consapevoli quindi di dover svolgere il ruolo di responsabili protagonisti nel costruire e sostenere la Città soprana.
Questo gioco della Città come fatto di veri cittadini, come accade per tutti i giochi, accresce in loro: senso civico, appartenenza, intelligenza, spirito e potenza fisica.
Questi giganti sono stati sponsorizzati dalle maggiori Imprese e Ditte che hanno realizzato il complesso de La Prua. Essi dunque rappresentano anche questi protagonisti, responsabili delle diverse opere edili, impiantistiche e paesaggistiche.

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13

Con ogni elemento, o belle stagioni
- che mobili al vento si fanno natura -

Le candide sculture in metallo che presidiano le piazze, rappresentano i quattro elementi naturali, oltre che le stagioni dell'anno e della vita.
La terra/cubo, l'aria/uccello, l'acqua/pesce, il fuoco/fiamme, essendo girevoli, sono sensibili allo spirito/vento/suono del luogo

Le candide Sculture in metallo che presidiano le Piazze coinvolgono nel gioco della nuova Città i quattro elementi naturali (come sempre legati alle Stagioni dell'anno e della vita) dai quali derivano continuamente tutte le cose.
Ecco allora la Terra rappresentata dal Cubo (42), l'Aria dall'Uccello (43), l'Acqua dal Pesce (44), il Fuoco da Fiamme triangolari (45) .
Queste quattro sculture sono volutamente legate all’ambiente e alle sue regole. Così, potendo ruotare su se stesse, si dispongono a seconda del soffio vitale/spirito del luogo, ovvero dello specifico vento che spira tra i fabbricati… pronte anche ad armonizzarsi al canto del genio che qui abita, visto che, con poco, potrebbero diventare arpe eoliche.

14

Più … numeri e tinte il caso ci renda

I numeri e i colori dei dadi, che segnano gli ingressi ai fabbricati, indicano come la quantità delle risorse materiali e la qualità delle risorse umane siano importanti per vincere al gioco di Città soprana… anche se il rotolante Caso, come sempre, svolge un ruolo importante.

Per vincere al “gioco” di Città soprana, occorre sia la Quantità (ovvero l'entità delle risorse materiali disponibili, rappresentate dai numeri presenti sui cubi che segnano gli ingressi ai fabbricati) che la Qualità (ovvero l'infinita varietà delle risorse umane, rappresentate da tutti i colori derivabili da quelli primari - magenta, giallo, ciano - degli stessi cubi).
Questi dadi da gioco (46), oltre a rappresentare la possibile combinazione e fusione di innumerevoli cifre e sfumature, stanno anche a significare come molto sempre dipenda dal rotolante caso o ruota della fortuna che dir si voglia.

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15

La chiglia risolca la terra nel cielo

Il lucernario del supermercato vale la chiglia rovesciata della Nave Argo/Città in costruzione. Questa, per poter raggiungere i nuovi lidi, dovrà solcare e seminare territori sia materiali che immateriali. Così, levitando dal basso, bucata la Piazza, punterà anche al cielo.

Per raggiungere il vello d'oro, la nostra Nave Argo/Città dovrà solcare territori sia materiali, che immateriali, aprendoli a semi coll'embrione di un mondo più puro, bello, giusto e solidale.
Sarà per questo che, a fianco degli Argonauti, la grande chiglia rovesciata della Nave Argo in costruzione (47) (per altro lucernario del sottostante supermercato), levitando dal livello del lago/mare/terra, buca la piazza e, volta in alto, sembra volere anche navigare il cielo.

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16

… Pronti? … Via!

Epilogo del percorso/manifesto.
Dobbiamo superare un ultimo passaggio per avvicinare il mare, raggiungere la grande Piazza dei Venti e incontrare la fontana/rampa delle chiocciole: Porta aperta sul mare per navigare il mondo.

Un ultimo passaggio/ponte (a) (48), muovendo da La Prua verso la Darsena, ci permetterà di avvicinare il mare e raggiungere la grande Piazza (b) (49), luogo di raduno per l'intera Città, al cui centro la Rosa dei Venti simboleggia l'insieme delle energie e delle spinte che dovranno costantemente giungere da ogni direzione alla Nave Argo per garantire la non facile navigazione.
A ridosso della Piazza, la Fontana/rampa delle Chiocciole (c) (50) rappresenta (giocando sull'acqua, la forza di gravità e il moto di rotazione della terra) la porta sul mare e il mondo che da qui è possibile raggiungere.
Infatti, le opposte spirali d'acqua che scorrono in basso (ricordando le volute delle lumachine di mare, differenti a seconda dell'emisfero di appartenenza) rappresentano tutto il mondo raggiungibile via mare.
Volendo, da questa opera si potrebbe anche trarre un suggerimento: ... lasciamo perdere certo inutile sedicente scontro politico … visto che tutte le acque, sia che girino a destra o a sinistra o addirittura vadano contro corrente (in effetti nella fontana v'è anche una cascatella che pare andare contro certe leggi) finiscono nella stessa vasca in basso e da qui poi incessantemente ripartono per un nuovo giro.
Comunque, se la Fontana della Pigna nel Centro Storico è simbolo d'accoglienza per chi arriva in Città, questa Fontana delle Chiocciole vorrebbe essere di buon augurio per la Rimini che s'appresta a mollare gli ormeggi per solcare il mare e raggiungere i nuovi lidi.

Allora … pronti? … Via! e … buon vento! (51)

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2

Progetto
Arch. Marino Bonizzato

Sala Polivalente

Planimetria Genarale

La nuova piazza lineare di Scacciano  incardina, all’estremità opposta della Chiesa, un fabbricato di proprietà comunale (sostitutivo di quello esistente) che ospita alcuni spazi a disposizione della popolazione locale: sala polivalente e locali per biblioteca, uffici, depositi e impianti tecnici.

pianta di progetto

Pianta Sala Polivalente


Il nuovo fabbricato a un piano, di forma circolare e più arretrato rispetto al precedente, s’apre per quasi metà del suo perimetro sulla piazza e per la restante parte su di un giardino con arbusti e alberi ad alto fusto.

Il piano pavimento del fabbricato, incassato rispetto al piano campagna di ml. 1,20, è raggiungibile attraverso due scale direttamente alla piazza e da due rampe ad andamento circolare e pendenza al 5% che, sempre partendo dalla piazza, portano all’ingresso principale collocato sul fronte opposto.

Lungo questo percorso perimetrale, in aiuole e nicchie che la particolare struttura portante del fabbricato determina, sarà possibile collocare arredi verdi, opere scultoree o altri elementi … tali da determinare un interesse “a tutto tondo” per il fabbricato.

prospetti

Prospetto e Sezione


La Sala Polivalente, che occupa metà della superficie del fabbricato, è dotata di posti a sedere fissi collocati su tre gradoni e di una pedana rialzata al centro che lascia spazio ad altre sedute in piano.
Nella buona stagione, in caso di particolare afflusso di spettatori, questi potranno disporsi in piedi, all’esterno, a ridosso dell’ultima fila dei posti fissi.
Quando la sala viene utilizzata per spettacoli, la pedana al centro può essere allargata con altri moduli e assumere la funzione di palcoscenico.
Quando la sala viene utilizzata come piazza coperta, sedie e moduli pedana/palcoscenico vengono sistemati nel deposito.

La biblioteca, gli uffici, i servizi igienici e i locali di deposito e tecnici occupano, assieme a ingresso e disimpegno, la restante metà del fabbricato.

La Struttura è caratterizzata da setti murari perimetrali in mattoni faccia a vista che sostengono una copertura leggera a “ruota di bicicletta”, in particolare il suo cerchione-cordolo perimetrale che si connette al mozzo centrale tramite due ordini (superiore ed inferiore) di raggi in metallo.

Sala Polivalente
Vista del Modello


Il manto di copertura sarà in lamiere sormontate o materiali similari, salvo la parte centrale dove, nel fuoco di una lente circolare in cristallo (che consentirà di illuminare con luce naturale e aerare il cuore della sala), verrà posizionata una leggera forma alata in resina, sensibile al vento del luogo, rappresentante il Genius di Scacciano.

La raggiera dei setti murari sarà invece coperta da un cornicione con intradosso realizzato con pannelli di fibrocemento ed estradosso in pietra giallo d’Istria.

All’interno di detta raggiera, a una distanza di circa 10 cm., si svolge la parete esterna del fabbricato, costituita da una muratura in blocchi in cotto alveolato con “cappotto” di isolamento (pertanto senza soluzioni di continuità) e da infissi a tutta altezza a libro (sala polivalente) o ad anta-ribalta.

Sala Polivalente
Vista del Modello


Per quanto riguarda le pavimentazioni esterne: quelle della piazza, compresi i muretti-panchina (con funzione anche di contenimento del flusso in uscita delle persone dalla sala verso la strada) saranno in cotto; quelle dei settori antistanti la sala polivalente e i percorsi circostanti il fabbricato saranno in pietra giallo d’Istria.

Le pavimentazioni interne saranno tutte in legno, a esclusione dei servizi igienici e dei locali di deposito e tecnici che saranno in gres ceramico e  dell’ingresso che sarà in tappeto di cocco.

Le pareti interne dei vari  locali saranno in cartongesso come il relativo controsoffitto.

Sala Polivalente
Vista del Modello


Dal punto di vista illuminotecnico:
l’esterno sarà caratterizzato da una illuminazione a terra radente la raggiera dei setti murari; da una illuminazione sui muretti-panchina e i muretti di contenimento dei percorsi circostanti il fabbricato, radente le pavimentazioni in pietra; dall’illuminazione del Genio alato al centro della copertura; dall’illuminazione a random del giardino;
all’interno, la sala polivalente sarà illuminata da una corona di faretti collocati nell’intradosso del cornicione perimetrale e da fari collocati nella corona inferiore del “mozzo centrale” che fungerà, in caso di conferenze o spettacoli, come particolare “americana”.

La contro soffittatura soprastante biblioteca, uffici e locali vari ospiterà i macchinari e le canalizzazioni necessari per la climatizzazione dell’intero fabbricato.

 

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Recupero Anfiteatro/Commerciale/Direzionale/
Residenziale/Giardini - Porta nuova a mare
Area Mercato Coperto e Piazza Castelfidardo di Rimini
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Progetto

Arch. Marino Bonizzato (capogruppo)
Archh. Corrado Marocci, Paola Pastorini

Lo schema di progetto deriva la sua impostazione urbanistica dalle preesistenze e dai tracciati storici, così come si leggono dai documenti, cartografie e da altre analisi del luogo. L’intenzione è di rispettare le “figure” e  i grandi segni del passato e di porli alla base di una struttura di collegamento tra l’Anfiteatro Romano ed il Tempio Malatestiano, nell’ambito di un sistema di percorsi storici, in grado di estendere l’effetto centro a un’area sostanzialmente marginale e di portare le funzioni qualificate della città permanente verso la città turistica.
Piazza castelfidardo
Vista Zenirale del Modello. Impianto a terra


Si propone, dunque, un edificio-percorso che consenta, tra l’altro, la sostituzione dei volumi impropri o la riduzione del loro impatto visivo sull’ambiente e nel quale si  susseguano, fra le nuove attività previste per la riqualificazione urbana, piazze, portici, giardini.
In particolare, si prevede un riassetto delle aree libere, tenute a parco, in fregio a Via Roma, che permetterà di raccogliere i percorsi pedonali provenienti dalla Stazione e dal Parco Ausa.
L’Anfiteatro sarà oggetto di una risistemazione che consentirà, attraverso nuovi scavi riguardanti soprattutto l’arena e una sistemazione del terreno secondo l’andamento delle antiche gradinate, di fruire lo spazio archeologico, sia come originale  “porta di accesso” al centro cittadino, che come luogo per la sosta e lo spettacolo all’aperto.
Dall’Anfiteatro il percorso pedonale raggiungerà Piazzale Gramsci dove incontrerà, ad un livello seminterrato, il nuovo Mercato Coperto ittico-ortofrutticolo.

Piazza castelfidardo
Vista del Modello. Impianto a terra

Al piano terra l’attuale “vuoto urbano” sarà di nuovo racchiuso, come al tempo della Caserma Castelfidardo, tra edifici che formeranno piazze porticate, nei quali troveranno posto parte delle attività direzionali, commerciali e residenziali previste dall’intervento.
Ai piani interrati sono previsti volumi tecnici a servizio del Mercato, magazzini e parcheggi pubblici e privati.
I percorsi, pur articolandosi in varie direzioni, confluiranno poi nell’area dell’attuale Mercato Coperto.
Qui, la demolizione di questo volume improprio lascerà spazio sia ai fabbricati, che ricostituiranno gli originari allineamenti e profili stradali, sia a giardini interni, ricalcati sugli antichi chiostri e orti del Convento di San Francesco, che accenderanno visuali verso il Tempio Malatestiano, rievocando altresì il tracciato della Fossa Patara.
Su tutta la superficie dell’area sono previsti, ai piani interrati, parcheggi pubblici e privati che consentiranno, unitamente a quelli indicati per l’area di Piazzale Gramsci, e grazie agli accessi diretti della viabilità primaria, di far fronte  alla domanda dei residenti e degli utenti del centro storico.

 

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Residenziale/Commerciale/Direzionale
Ex Consorzio Agrario - Rimini

Progetto

Arch. Marino Bonizzato
con
Archh. Carlo Gandolfi, Andrea Matteoni, Ing. Gilberto Sarti

L'area su cui si propone l'intervento, di proprietà della soc. "Finindustria" s.r.l., confinante a nord con via Circonvallazione Meridionale, con via Veronese ad est e con proprietà private per i rimanenti lati, di forma trapezoidale, ha una superficie complessiva di 8.975 mq.
Seconda soluzione
ex consorzio agrario
Planimetria Generale

La sua particolare collocazione ci induce a compiere una breve analisi di inquadramento urbanistico che consenta di evidenziare le notevoli potenzialità che tale area ricopre nei confronti del brano di città in cui si trova.
Da una lettura dello sviluppo urbanistico di Rimini, così come storicamente è accaduto nella maggioranza delle realtà urbane consolidate,  si evince come la città per lunghi secoli abbia seguito un logica di accrescimento, organica alla sua forma, determinata nei suoi confini dalla presenza della cinta muraria. Ad ogni esigenza di crescita che superava i limiti imposti da quest'ultima si verificava un nuovo disegno delle mura che giungeva a racchiudere, riconoscendole come "città", le nuove espansioni.
ex consorzio agrario
Vista Prospettica

In epoca contemporanea tale logica di sviluppo subisce una drastica interruzione; la città, pur mantenendo in qualche modo un centro riconosciuto, perde progressivamente la definizione dei suoi confini, smagliandosi secondo sviluppi non sempre razionali e controllati.
ex consorzio agrario
Vista Prospettica


Ora, dando per indiscusso il valore del "centro storico" quale cuore vivo e pulsante della realtà urbana e non volendo prevaricare l'antico e razionale criterio di sviluppo, piuttosto che immaginare astratte direzioni di crescita avulse da un contatto con il centro stesso, ci apparirebbe assai più realistica e feconda la scelta, là dove è possibile, di privilegiare in termini di funzioni e servizi, tutte quelle aree in diretto rapporto con l'antico limite cittadino, sviluppandone appieno le potenzialità urbanistiche che possono offrire. Tutto ciò consentirebbe di raggiungere alcuni importantissimi obiettivi: da una parte la formazione di attrezzature di servizio che affiancandosi direttamente al centro storico ne andrebbero a potenziare la vitalità senza tuttavia infrangerne i delicati equilibri edilizi ed urbanistici; dall'altra un alleggerimento molto consistente del traffico veicolare che grava attualmente sul centro stesso tramite la realizzazione di adeguati parcheggi interrati connessi in maniera organica con la realtà urbana presente all'interno della cinta muraria.

Terza soluzione
ex consorzio agrario
 

Oltre a ciò, nello specifico, si vuole evidenziare come l’area in esame presenti interessanti possibilità di connessione urbana oltre che nella direzione del centro storico, anche in direzione parallela alle mura, e questo sia sul lato di via Veronese e sia sul lato di via Cignani (dalla quale risulta separata per buon tratto unicamente da lotti scoperti), consentendo di prevedere un positivo effetto sinergico con le realizzazioni possibili nelle aree limitrofe.
ex consorzio agrario
 

Attualmente sull’area si collocano i manufatti ospitanti in passato la sede del Consorzio Agrario, consistenti di diversi corpi di fabbrica distinti tra loro. Sul fronte di via Circonvallazione Meridionale si attesta un fabbricato composto da una porzione a palazzina con destinazione residenziale al primo e secondo piano e da una seconda porzione con destinazione commerciale al piano terra e ad uffici al primo piano. Arretrando rispetto alla via Circonvallazione, a dodici metri circa dal primo fabbricato, si colloca invece quella che costituiva la parte volumetricamente preponderante del complesso, consistente in un corpo di fabbrica a pianta trapezoidale attestantesi sul confine di via Veronese e parallelo alla via Circonvallazione con destinazione commerciale e uffici.
Da ultimi si trovano due fabbricati accessori di piccola consistenza, posti sull'angolo tra via Veronese e via Circonvallazione il primo e sul piazzale retrostante il secondo.
Tutti i summenzionati fabbricati si prevedono in demolizione.
ex consorzio agrario
 
 
 

 

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Concorso per la Progettazione di un Centro Culturale comprendente la nuova Biblioteca Civica Centrale e una Sala Teatrale
 

Progetto
Arch. Marino Bonizzato
Strutture
Ing. Vincenzo Collina
Vista del Modello


UN SEME DI CITTA’ IDEALE

Il Progetto concepisce il Centro Culturale come microcosmo dove è possibile ritrovare l’essenza vera della Città ovvero come elemento utile per lo sviluppo di un’idea di Città dove forti sono i riferimenti all’identità, alla storia e  alla cultura propri della Città di Torino; dove sono esaltati, assieme al sistema di valori che rende civile una Comunità, il protagonismo e la responsabilità dei Cittadini; dove le Istituzioni, garantendo i Servizi necessari perché tutti possano acquisire una maggiore conoscenza ed esprimere la massima energia e creatività, consentono alla Collettività di organizzare le forze e produrre la più alta risultante, umana, sociale, politica, culturale, economica.
Il Progetto recupera altresì, per l’impianto urbanistico, gli edifici e gli assetti delle aree, l’uso del Simbolo come antico modo di espressione, come linguaggio internazionale, trascendente i normali limiti della comunicazione, che consente di rivelare il ruolo e il senso politico dei nuovi Personaggi architettonici che entrano sulla scena urbana per dare vita all’Idea di Città di cui sopra.

planimetria
Pianta Piano Terra e Coperture


UNA CITTADELLA DELLA CULTURA … COME LA CITTA' … COME I CITTADINI

L'ordinato impianto urbanistico, con larghe vie incrocianti ad angolo retto, la piazza, spaziosa e regolare, i solidi edifici che senza apparente slancio di concetti arditi le fanno corona, i giardini racchiusi… conferiscono al centro culturale un carattere severo e gentile …Volumi serrati, saldi, senza retorica … con tratti di bonaria ironia, sempre però rivolta al concreto … iscritti nel rigore del quadrato, ma liberi da ogni schiavitù … legati da un ordine meticoloso al quale però non lesinano qualche sarcasmo … Lo spirito pratico dell'opera, il suo posare sul sodo e sul sicuro, la rigidezza della linee, i grigi caldi, chiari e scuri, delle pietre, le grandi superfici di cristallo, non negano però il piacere di sobrie decorazioni, di pinnacoli, fontane, statue ornamentali.
L’area murata, poi, alla ricerca di un suo compimento,  costruisce anche un rapporto con la natura … così, nuovi giardini, affrancati dalla rigida maglia dell’impianto preesistente, sviluppano un animato gioco di essenze e linee, comunque rispettosi e attenti ai suggerimenti delle vecchie emergenze arboree.
Tutto, insomma, nella cittadella della cultura, pervasa da un senso di calma, di ordine, di freddezza sorridente e d'incanto sottile, par ricalcare il carattere proprio della Città che la circonda … ma la Città, si sa, è “un fatto” di cittadini!

Vista del Modello

L’ARRIVO, LA PORTA-TORRE … AUGUSTA TAURINORUM

La rampa elicoidale che, svolgendosi dal  basso verso l’alto, collega gli Atri alla strada ed ai diversi piani dell’autorimessa, richiama uno dei simboli più antichi, la SPIRALE, qui intesa come inizio di un’azione dinamica che conduce alla PORTA-TORRE della Cittadella.
La PORTA, una soglia, un segno di confine che immette in un mondo diverso, dove è possibile incontrare i tesori della conoscenza, della scienza, le storie degli attori, la vita della piazza, la saggezza della natura …Le TORRI laterali, simbolo di vigilanza e di ascesa, ospitano Istituti di Cultura stranieri riuniti all’insegna di un comune linguaggio, quello della cultura, … un ritorno alle origini di Babele?
Nel punto più alto, le Terrazze Belvedere, come diamanti tra quinte di cristallo e cuspidi in pietra, evocano figure zoomorfe, tali da proporre la  Porta-Torre, nel suo complesso, come nuovo emblema di Augusta Taurinorum

Prospetti

LA PIAZZA

Varcata la Soglia, l’Atrio spalanca la visuale sulla Piazza circolare e gli edifici che l’abbracciano.
LA PIAZZA, punto d’incontro dei cittadini, luogo deputato a raccogliere una Comunità presente e partecipe, si propone, con evidente significato simbolico, come fulcro e centro ordinatore di tutto il sistema.
Al centro, spicca una STELLA a otto punte. Rappresenta la Stella Polare della Città, il progetto comune condiviso che dovrebbe orientare l’azione di tutte le componenti pubbliche e private. Ricorda la Stella che sulle monete accompagna sempre la figura di Cesare Augusto e che pare rappresentasse simbolicamente, per l’Imperatore, grande fautore di Pace Universale, il progetto, il piano cui si doveva rapportare ogni azione politica.
La Piazza, per metà gradonata, oltre ad invitare alla sosta, si propone come platea per l’uso estivo del Teatro Bifronte. Il bassorilievo del sipario del boccascena esterno, un fondale per la stessa Piazza, raffigura una fuga prospettica di Città Ideale. Lungo l’ampio percorso che si sviluppa in alto e scende attraverso le rampe laterali, avvolgendo la Piazza per tre quarti del suo perimetro, figure marmoree evocano ed attualizzano i miti e gli eroi che presiedettero alla nascita ed allo sviluppo della Città.

Vista del Modello

GLI ALBERI-LIBRO

Torri alte e serrate, come tronchi di un fitto albereto … cortecce che si sfogliano come pagine di un libro.
Così appare la Biblioteca, che si affida alla relazione tra LIBRO e simbolismo dell’ALBERO.
Il Libro, come l’Albero, cresce nel mondo del tempo, i molti rami che si levano da una sola radice ritornano all’unità nella potenzialità del seme del frutto portato da questi stessi rami … Alberi-libro della Conoscenza e della Vita, dunque, su cui poter salire per meglio osservare e capire il Cielo e la Realtà.
Tra i fogli, incisi sulla pietra delle coste angolari degli otto grandi tronchi … segni, sottolineature, note a margine, parole di poeti … scritte sul libro della Città.

Vista del Modello


LA CASA-TEATRO

Il TEATRO, una GRANDE CASA, una estensione al coperto della Piazza, è il luogo dove si riflette e si concentra il Gioco del Mondo, dove la Città si rappresenta, dove si compie il rinnovamento, cioè il rito di passaggio da uno stato all’altro, uscendo dalla banalità della vita quotidiana …
Un luogo libero, aperto, capace di rigenerarsi in continuazione, di offrire gli spazi, i supporti, gli scenari più vari per sperimentare, tentare nuove vie di comunicazione, di espressione …

Piani Tipo


LE MONTAGNE, I FIUMI

Il Progetto si avvale delle coperture verdi delle Autorimesse per introdurre la figura delle PIRAMIDI come simbolo della MONTAGNA, presenza connaturata alla Città, ovvero simbolo di forza cosmica, di eternità, costanza, saldezza …
La Montagna, ombelico delle acque, genera rivoli torrenti  che alimentano il grande fiume a fondo valle … Le acque che scorrono non tollerano nulla di marcio o di morto … lo allontanano con il loro moto … Qui gli spiriti intelligenti non possono oziare!
Ma la Montagna rappresenta anche l’ostacolo … superare le Montagne, uscendo dalla Cittadella verso i Giardini, significa muoversi verso la Natura per riconquistarLa …

Sezioni


LO STÒA

Nel Parco, luogo di passeggiate per gli anziani e di gioco per i giovani, il Progetto propone occasioni d’incontro tra queste due età della vita, costruisce spazi che possano agevolare quella trasmissione orale di esperienza che diventa sempre più debole e rarefatta all’interno delle famiglie. Il Sapere codificato nei libri e nei computer della Biblioteca trova qui un complemento importante negli anziani, testimoni diretti di vite vissute, depositari di ricchi patrimoni di conoscenza spesso ignorati, poi perduti per sempre … Quando muore un anziano, è come se bruciasse una biblioteca!
Così il lungo Portico Colonnato, che sostituisce la vecchia Caserma, diventa Aula, STÒA, ed ospita, oltre a bancarelle di libri usati o piccole esposizioni di cose d’arte, le passeggiate degli anziani che vorranno raccontare le loro storie, accompagnate dai giovani che vorranno imparare ascoltandole.

Vista del Modello


I GIARDINI DEI VALORI

Le Passeggiate avranno mete nei piccoli giardini che troveranno spazio nel Parco, rompendo l’ordine precostituito delle alberature esistenti, senza peraltro distruggerne alcuna. Sono Giardini la cui progettazione, realizzazione e manutenzione saranno a carico di coloro (Cittadini, Quartieri, Enti, Istituti, Associazioni, Aziende…) che li avranno voluti adottare.
Sono i GIARDINI DEI VALORI, della Libertà, della Pace, dell’Amore, dell’Amicizia, della Solidarietà, della Tolleranza, della Spiritualità, del Lavoro, del Gioco, ad esempio, … o di altri che si vorranno proporre.
Ogni Valore troverà, così, la sua rappresentazione simbolica nella composizione dell’impianto, nelle essenze arboree, negli arbusti, nei fiori, nei manti erbosi, nelle fontane, nelle statue …
Il Progetto propone di considerare questi Giardini come tasselli di un puzzle, a significare che nel loro insieme rappresentano un quadro compiuto di riferimento per la vita della Città, che i loro confini, però, spesso si confondono e che comporli è comunque difficile e richiede  l’impegno, quello più serio, che si mette di solito per portare a termine un gioco che piace.
Ma la simbologia del giardino sta anche nel fatto che coltivare piante o valori significa dar loro protezione, cure, alimento quotidiano, pena il loro rinselvatichirsi o disseccarsi. E, ancora, il giardino è il luogo dove il corso delle stagioni giunge a compimento in forme ordinate e chiare e la vita, in tutta la sua ricchezza di sfumature si manifesta in modo meraviglioso.

 

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Concorso Sede Gas
Rimini

Progetto

Arch. Marino Bonizzato (capogruppo)
Arch. Marco Tamagnini
Impianti
Ingg. Sanzio Lazzari, Aurelio Zanotti
Sculture
Pietro Consagra

Il nuovo fabbricato propone un’architettura di volumi netti di cristallo e cemento che si compongono e si incastrano 
in un insieme simmetrico, molto plastico.
Al centro, l’atrio prende la forma suggerita dallo scultore Pietro Consagra, matrice poi delle pareti frangisole prefabbricate in cemento che caratterizzano la facciata principale.
Concorso Gas Rimini
Vista del Modello

Il recupero nell’architettura della linea curva in antitesi/dialogo con quelle rigide dettate da riga e squadra, e il concetto di “città frontale” (architetture con un “verso’), 
in antitesi/dialogo con quella “cubista” 
(architetture "a tuttotondo”), sono le 
provocazioni di Consagra raccolte dall’architetto Bonizzato alla ricerca di un arricchimento del proprio linguaggio. anche in una dimensione “adriatica”.

Concorso Gas Rimini

Vista del Modello

La natura, all’esterno avvolge, copre, contrappunta e sviluppa nel verde l’architettura del fabbricato; all’interno (con la serra) penetra e sposa gli spazi, intregra gli impianti, si fonde con la tecnologia.
Concorso Gas Rimini
Vista del Modello
Concorso Gas Rimini
Vista del Modello

Nel parco, dal cubo in pietra parzialmente interrato (simulacro di Città o casa), la sottile colonna di vapore che sale segna la presenza del fuoco 
(forza, energia, luce, calore) e suggerisce, axis mundi, un percorso per fuggire dal tempo e dallo spazio verso lo sconfinato.
Concorso Gas Rimini
Vista del Modello